Preparazione esami

La preparazione del paziente per gli esami ematochimici

L’idonea preparazione del paziente agli accertamenti ematochimici è un elemento di notevole rilievo qualora si intenda puntualizzare la reale ed attuale situazione bioumorale. Il digiuno, la dieta, l’assunzione di farmaci, l’esercizio fisico, la postura e gli effetti della stasi venosa, rappresentano tutti, anche se in misura diversificata, elementi da tenere nella dovuta considerazione.

DIGIUNO

Vi è accordo unanime sull’opportunità che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8 – 12 ore. In questo periodo possono essere assunte solo modiche quantità di acqua e devono essere assolutamente escluse bevande zuccherate, alcolici, caffè, fumo.
Queste sostanze infatti possono rendere inaccurate o addirittura impossibile le quasi totalità delle determinazioni ematochimiche.
L’assunzione di alcool già dopo 3 ore provoca in soggetti normali non alcolisti variazioni significative dell’attività enzimatiche. L’assunzione di caffeina (caffè) e di teina (thè) stimola la secrezione di ACTH, delle catecolamine e degli ormoni che regolano l’attivazione della Lipasi.
Gli effetti della caffeina si manifestano assai rapidamente con significativi aumenti degli acidi grassi e dei trigliceridi. La nicotina causa ipersecrezione plasmatica del cortisolo, eritrocitosi e leucocitosi.

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DIETA

Nei giorni che precedono il prelievo la dieta dovrebbe essere quanto più possibile abituale, evitando brusche variazioni dell’apporto calorico sia in eccesso che in difetto. In seguito alla riduzione drastica dell’apporto calorico (300/600 calorie/die), infatti, si è riscontrata una diminuzione del volume plasmatico del 30%. Questa alterazione induce rapidi cambiamenti nel sangue che le analisi rivelano.
La dieta deve essere abituale anche qualitativamente ovvero con un apporto di carboidrati, proteine e grassi che segua la normale dieta personale. Solo per particolari test diagnostici la dieta deve essere modificata o normalizzata. Per esempio, nel caso della determinazione dell’ac. Vanilmandelico, nei due giorni che precedono la raccolta delle urine il paziente non deve assumere banane, caffè, dolce alla vaniglia, agrumi, aspirina ed anti-ipertensivi. Questi infatti sono tutti elementi in grado di determinare falsi aumenti dell’ac. Vanilmandelico. È per questo motivo che per questa tipologia di esame si consiglia una dieta che nei 3 giorni precedenti all’esecuzione del test preveda l’assunzione giornaliera di 150 gr di carboidrati.
Un altro esempio: la concentrazione reninica del plasma è inversamente correlata all’assunzione di sodio: la dieta standard, almeno alcuni giorni prima del prelievo, dovrebbe provvedere l’assunzione di 75 – 150 mmol/24 ore di sodio e di 50 – 80 mmol/24 ore di potassio.


FARMACI

Esistono numerosi studi riguardanti l’effetto dei farmaci sui test di laboratorio. Le interferenze possono manifestarsi direttamente o indirettamente a livello analitico. Nel primo caso esse non sono sempre e completamente prevedibili nella loro entità per un’ampia serie di variabili individuali che determinano l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione del farmaco. Non di tutti i farmaci in commercio sono sufficientemente noti gli effetti collaterali, né vengono analizzate ed indicate le eventuali interferenze a livello analitico.
La più corretta preparazione del paziente agli esami ematochimici dovrebbe prevedere la mancanza assoluta e più prolungata possibile di qualsiasi trattamento farmacologico.
Questa norma deve essere rispettata senza eccezioni in caso di screening o di profili metabolici in persone sane e in soggetti asintomatici.

Tra i test che assolutamente non devono essere richiesti ed eseguiti, se non in completa e protratta astensione da qualsiasi trattamento farmacologico, figurano l’adesività piastrinica e soprattutto lo studio della tolleranza agli idrati di carbonio. Quest’ultima prova funzionale, proprio in assenza di una adeguata situazione di base, offre assai spesso nella popolazione ambulatoriale ed ancora di più in quella ospedalizzata risultati poco attendibili e mal interpretabili. I trattamenti intramuscolari ripetuti, indipendentemente dalle sostanze iniettate, possono aumentare di circa 2,5 volte la concentrazione plasmatica della creatinfosfochinasi. Aumenti della fosfatasi acida prostatica possono essere determinati dalla palpazione della prostata o da cateteri a permanenza.


ESERCIZIO FISICO

Le variazioni delle attività enzimatiche e di alcuni analiti provenienti dalla muscolatura scheletrica in seguito all’esercizio fisico intensivo e protratto sono fenomeni attesi ed in genere da evitarsi immediatamente prima del prelievo o nelle 8 – 12 ore che lo precedono. Questa norma deve essere assolutamente osservata in caso di analisi delle urine per la determinazione della clearance della creatinina.


POSTURA

Nel passaggio dalla posizione supina a quella eretta si modificano il volume plasmatico, la concentrazione degli elementi figurati del sangue e di alcuni analiti quali ad esempio il calcio (3,43%), il magnesio, il fosforo, la bilirubina, le proteine totali, il ferro (10,93%), i trigliceridi (18,5%), il colesterolo, l’ LDL (34%) e le transaminasi (34%). La risposta individuale ai cambi posturali è assai variabile, probabilmente in rapporto al volume della massa plasmatica, al tasso proteico totale, alle situazioni attuali del tono vascolare e della entità della risposta endocrina. I dati riferiti suggeriscono l’opportunità che la preparazione del paziente prima del prelievo venga quanto più possibile standardizzata al fine di rendere possibile il corretto confronto fra i dati relativi di un paziente ricoverato (verosimilmente ottenuti da prelievi in posizione supina) e quelli relativi allo stesso paziente, ma ambulatoriale, con prelievi eseguiti “a sedere”. È stata quindi proposta come raccomandazione la posizione “a sedere” per almeno 15 minuti prima di effettuare i prelievi sia nei pazienti ambulatoriali che nei pazienti ospedalizzati, quando possibile. Nei pazienti mantenuti in tali condizioni (15 minuti a sedere) le variazioni percentuali medie della concentrazione di molti analiti si sono dimostrate intermedie tra quelli che si verificano nel cambio tra le due situazioni posturali estreme (eretta e supina).

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